Fashion ed emergenza sanitaria – Osservatorio – 3 pubblicazione

Sita Ricerca News   •   22 Marzo 2020

Lo shopping ai tempi del CoVid19

Nello scenario di estrema complessità ed eccezionalità  attuale, Sita Ricerca intende offrire un contributo di “pensiero” agli operatori del settore fashion attraverso un monitoraggio del sentiment della popolazione rispetto al mondo dell’abbigliamento.

L’Osservatorio FASHION & EMERGENZA SANITARIA misura il comportamento dei consumatori italiani verso gli acquisti fashion, le strategie di consumo messe in atto e le loro intenzioni future, fornendo nel contempo indicazioni concrete, provenienti dai consumatori stessi, su come mantenere i negozi «attivi e vivi».

In questo link i risultati della 1 pubblicazione –> Articolo Osservatorio 1 settimana

In questo link i risultati della 2 pubblicazione –> Articolo Osservatorio 2 settimana

L’indagine è realizzata su un campione di 800 casi del nostro panel web, rappresentativo della popolazione italiana; l’indagine è stata realizzata tra il 21 e il 22 marzo 2020.

Di seguito i risultati della 3 pubblicazione.

Dopo la chiusura dei negozi di Abbigliamento, Accessori e Scarpe nell’ultima settimana è scattato il divieto di vendita di questi prodotti anche nel canale Food.

I consumatori confermano la loro approvazione in merito alle decisioni del Governo. L’abbigliamento non è un bene di prima necessità ed è fondamentale in questo momento contenere la diffusione del virus e, a tale scopo, limitare il più possibile il contatto fra le persone.

I consumatori sono sempre più orientati a rimandare l’acquisto di prodotti di abbigliamento alla conclusione dell’emergenza. Si riduce significativamente la propensione ad acquistare on line anche in caso di necessità.

Con la chiusura dei negozi gli acquirenti sono scesi al 13,5%, di cui quasi l’85% acquirente on line e il rimanente presso il canale Food, principalmente nei supermercati.

Circa il 29% degli acquirenti nel canale Food ha completato l’acquisto nonostante la presenza di cartelli di divieto. I consumatori sono abbastanza d’accordo con il provvedimento di divieto della vendita di Abbigliamento nel canale Food.

La chiusura dei negozi non incentiva l’acquisto on line di abbigliamento: i nuovi acquirenti sono fermi al 3,8% e fra gli acquirenti abituali aumenta sensibilmente la % di coloro che dichiarano di acquistare meno di prima.

Crescono i disservizi online, soprattutto sui tempi di consegna, e si riduce la % di coloro per i quali funziona tutto regolarmente. La comunicazione delle marche si intensifica, in particolare con iniziative legate a sconti e vantaggi sugli acquisti online: solo il 31% non ne è a conoscenza (la settimana scorsa era il 44%)

Guardando al futuro l’attuale emergenza sembra incidere sempre di più nel comportamento dei consumatori: aumentano coloro che dichiarano la volontà di andare in negozio solo per reale necessità accompagnata dall’impegno a voler evitare le situazioni di affollamento

Guardando al futuro, si conferma come l’attenzione verso l’igiene sarà fondamentale per riavvicinare i consumatori. Cresce la richiesta di una valorizzazione del prodotto made in Italy

3 italiani su 4 sono a conoscenza di aziende  di abbigliamento che hanno riconvertito la produzione a supporto del personale sanitario, lodando molto l’iniziativa. Il 17% ricorda anche il nome dell’azienda di abbigliamento che ha effettuato quest’operazione

Fonte: Indagine Sita Ricerca – 22 marzo 2020