Il consumatore e la sostenibilità nel mondo tessile

Sita Ricerca News   •   3 Giugno 2019

I l mondo semantico della sostenibilità presso il consumatore è coperto in gran parte da significati legati all’esaltazione di tutto ciò che è natura, e dunque al dovere da parte nostra di rispettarla e preservarla.
“L’emergenza ambientale è Top of mind quando il consumatore parla di sostenibilità” afferma Annamaria Armano, presentando a Scenari e Previsioni 2019 per il Fashion  System una ricerca qualitativa svolta a maggio sulla tematica della sostenibilità ed il tessile presso millenials, generazione X, baby boomers.
In questo scenario cresce la consapevolezza della necessità di modificare determinati stili di vita, cercando ognuno anche un proprio modo concreto (riciclo, riutilizzo, utilizzo materiali/prodotti a basso impatto ambientale).

Nelle associazioni spontanee generate dal termine «sostenibilità» il mondo tessile emerge subito più volte  e viene denunciato come modello particolarmente negativo.

Nell’elaborazione mentale di un “tessile sostenibile” l’immaginario collettivo stringe lo zoom sul concetto di naturalità, autenticità, biologico, in un ottica anche di qualità e pregiatezza. All’opposto, è anti-sostenibile per definizione il grande mondo dell’abbigliamento fast fahion, inteso come l’impero della produzione di capo sintetico, a basso costo.
Nonostante questa presa di coscienza c’è uno scollamento tra l’orientamento espresso ed i comportamenti di acquisto reali del consumatore in tema fashion, dove la sostenibilità rimane in un limbo tra il rimosso ed il secondario come driver di acquisto.

Nel Fashion sembra non esistere ancora quell’indispensabile alleanza e condivisione di intenti con i marchi di riferimento –  cosa che già avviene nell’alimentare – che spingerebbe il consumatore verso il fare/scegliere/cambiare…

Si chiede alle aziende di sancire un patto per percorre insieme il cammino verso scelte sostenibili nel settore Fashion, e ciò si esprime in necessità di trasparenza della filiera, politiche di riciclo, valorizzazione del made in italy, innovazione.

Fonte: SCENARI E PREVISIONI 2019 intervento di Annamaria Armano